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Merloni “Per uno sviluppo sostenibile”
I consumi negli stabilimenti della Merloni Elettrodomestici si sono ridotti del 10% nell’ultimo anno, il riciclaggio dei rifiuti di produzione è arrivato al 90% e la società ha creato valore aggiunto per oltre 600 milioni di euro, distribuiti a comunità locali, dipendenti, istituzioni e investitori.
Sono alcuni dei dati forniti da Merloni Elettrodomestici nel Bilancio socio-ambientale, con l’obiettivo di comunicare con trasparenza l’impegno per uno sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni la produzione della società è cresciuta sensibilmente (oltre 8,5 milioni di elettrodomestici nel 2001 mentre si prevede di superare la soglia degli 11 milioni nel 2002) senza mai andare a discapito dell’attenzione all’ambiente.
Il consumo energetico nel 2001 è sceso a 46,6 KWh per elettrodomestico prodotto; i consumi idrici sono calati dell’8,7% a quota 0,19 mc per pezzo. La quantità di imballaggi utilizzata è scesa del 10% a 3,6 Kg per pezzo. La quantità di rifiuti per pezzo prodotto è diminuita del 6,8%. La quantità di effluenti per pezzo prodotto, cioè lo scarico di sostanze liquide destinate a depuratori o fogne, si è ridotta dell’8,9% a 0,18 mc. Le emissioni atmosferiche complessive si sono ridotte del 5,3%, ed in particolare le emissioni di CO2 per pezzo prodotto sono scese del 15,4%.
In netto calo i consumi di acqua e di energia elettrica di un elettrodomestico in funzione. I nuovi modelli di lavatrice risparmiano il 18% di energia elettrica rispetto alla media del mercato. Il risparmio di acqua nelle lavabiancheria è pari al 17% rispetto alla media europea.
Merloni Elettrodomestici è stata una delle prime società industriali in Europa a realizzare questo tipo di bilanci. Era il 1975 e alla società era stato appena assegnato il premio Responsabilità Sociale per aver realizzato stabilimenti in zone a forte tasso di disoccupazione (PA-Vision European Management Award).
Questa politica industriale, ispirata all’idea di sviluppo sostenibile, non si è mai arrestata e oggi rappresenta un vero modello che Merloni Elettrodomestici ha sviluppato in altri Paesi come il Portogallo (a Setubal), la Polonia (a Lodz), la Turchia (a Manisa) e la Russia (a Lipetzk). La società è anche l’unica impresa italiana ad aver firmato un codice di condotta con i sindacati in materia di lavoro minorile, pari opportunità, politiche del lavoro.
Ogni anno Merloni Elettrodomestici destina lo 0,4% del valore aggiunto ad attività no-profit, in linea con gli standard delle Società più sensibili a questi temi. Sul fronte della sicurezza nel 2001 il netto calo degli incidenti (da 499 a 369) ha consentito anche il recupero di oltre 1.300 giornate lavorative rispetto al 2000.
Il Bilancio socio-ambientale 2001 è redatto secondo le linee guida di organismi internazionali: GRI (Global Reporting Initiatives), IBS (Istituto europeo per il Bilancio Sociale) e GBS (Gruppo di studio per il Bilancio Sociale).
(nella foto: il presidente Vittorio Merloni)










