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Nuove norme da Strasburgo
Dall'Europarlamento di Strasburgo giungono indicazioni più precise per il progetto di smaltimento e riciclaggio dei "rifiuti" elettrici ed elettronici; indicazioni ed emendamenti che rendono più severa e chiara la normativa.
Al fabbricante vengono attribuiti gli oneri e la responsabilità per il recupero e lo smaltimento dei prodotti messi in commercio. Una normativa, quella approvata a Strasburgo, che cerca di fronteggiare il continuo aumento dei rifiuti elettrici in Europa, giunti alla considerevole cifra di 16 chili per abitante all'anno.
Sarà quindi obbligo dei produttori di intervenire nella raccolta dei prodotti messi in commercio nei punti vendita; a questo emendamento se ne aggiunge un secondo che prevede una tutela anche per lo smaltimento di quei prodotti che vengono definiti "orfani", ossia senza marchio di fabbrica o provenienti da aziende che non risultano più esistenti.
Per tutti gli elettrodomestici dei quali non è possibile identificare la provenienza è prevista la formazione di un sistema di garanzie. Tutti i produttori che immettono sul mercato i prodotti "orfani" dovranno impegnarsi a finanziarne la raccolta attraverso un'assicurazione specifica, di un conto bancario bloccato e di altri meccanismi.
E sempre da Strasburgo arrivano i parametri di riferimento per i tassi di riciclaggio obbligatorio degli elettrodomestici, elevati al 75%. Una normativa che, in Europa, vuol fissare un nuovo obiettivo per lo smaltimento di rifiuti elettrici e raggiungere il limite di 6 chili di "rifiuti" riciclati entro la fine del 2005.










