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Tradizione e futuro
Brionvega è probabilmente uno dei marchi italiani più famosi nel mondo. Il design dei prodotti Brionvega è finito addirittura al MOMA di New York, con la celeberrima "radiocubo" che ancora oggi raccoglie approvazioni entusiastiche e decine di imitazioni in tutto il mondo.
Il marchio è stato da poco acquisito dal Gruppo Formenti. Abbiamo intervistato l’amministratore delegato, Giovanni Formenti, per capire quali sono le strategie future di Brionvega davanti alla rivoluzione delle televisioni ultrapiatte.
Giovanni Formenti, 40 anni, e’ dal 1985 amministratore delegato del gruppo, un’azienda presente sia nel mondo del consumer electronics che nel mercato del business to business. Il gruppo ha due fabbriche in Italia; a Pordenone (Ud), dove si producono le tv Brionvega e Seleco, e Sesto Orunca, (Ce), dove vengono prodotte le schede elettroniche per equipaggiare elettrodomestici di altri marchi, sia "bianchi" che "neri".
Con lui abbiamo fatto quattro chiacchiere sulle prospettive future del marchio davanti alle ultime innovazioni tecnologiche, sempre più improntate verso apparecchi televisivi a schermo ultrapiatto e a definizione digitale.
Quali sono le vostre strategie per il marchio Brionvega, in assoluto uno dei prodotti italiani del settore più conosciuti all’estero?
Puntiamo molto per il futuro sul marchio Brionvega. Stiamo recuperando il retaggio culturale di Brionvega proponendo al mercato i classici Brionvega, gli "immortali" del marchio, filologicamente da sempre identici a se stessi, con gli stessi materiali e le stesse forme, continuando a seguire l’impronta "storica" dei designer che hanno fatto la storia del marchio; ma all’interno il prodotto avrà una tecnologia aggiornata, digitale, con sintesi di frequenza cento canali, presa scart, televideo e quant’altro.
Questo ci serve per far ricordare che Brionvega e’ un marchio che ha una sua storia ben definita
Su questa base costruiamo il futuro di Brionvega in vista della fiera dell’elettronica di Berlino, in settembre, probabilmente il più importante appuntamento al mondo per questo mercato, dove presenteremo i nuovi prodotti Brionvega per la seconda parte del 2001. Con la collaborazione di Antonio Citterio (designer) presenteremo una gamma di schermi piatti LCD 21", la base di riferimento per tutta una serie di prodotti nel mondo dello schermo piatto. Dall’altra presentiamo un nuovo prodotto di Bellini (designer), un 16\9 di ultima generazione. Questi sono i due designer contemporanei riconosciuti nel mondo che stanno lavorando per noi sulla base di una scelta differenziata per tipologie di prodotto.
Quindi una grande attenzione al nuovo mondo digitale nel rispetto della tradizione….
Siamo assolutamente convinti delle skills del marchio. Credo che nel mondo nell’industria elettronica non esista nessun altro marchio che si porti una tradizione di design così importante come quella di Brionvega. Credo che il marchio possa darci delle grossissime opportunità anche come visibilità del prodotto, diventare ancor di più bandiera del design italiano nel mondo. Ci stiamo accorgendo che arrivano richieste dai mercati più lontani, che tramite riviste o altri media hanno saputo del rilancio Brionvega e ci chiamano dagli USA, dal Giappone, dai mercati più strani… sono molto interessati a quello che sta attorno a questo marchio. Nella società post-consumistica di oggi tutto hanno tutto, e spesso il consumatore non cerca solo l’ultima novità tecnica, ma spesso si acquista soprattutto la forma, l’oggetto in se, più che la tecnologia in quanto tale.
Resta però il problema dei costi degli ultrapiatti, ancora troppo elevati per raggiungere la "massa" dei consumatori…cosa succederà?
Si va verso un abbassamento del prezzo del prodotto. Presto ci sarà una specie di overlapping fra LCD e le tv tradizionali. Questo punto di incrocio potrebbe essere fra 5-7 anni al massimo, ma bisogna sempre ricordarsi che il mercato in questo settore ci ha abituato ad una accelerazione velocissima delle tecnologie, quello che vale oggi potrebbe essere smentito domani, quindi questo ricambio tecnologico "fisiologico" potrebbe avvenire anche prima. Tutto dipende dal costo industriale dei pannelli che sono la parte più importante del valore del prodotto e attualmente il principale ostacolo per un’abbattimento del prezzo di questa tecnologia.










